Dal 29 maggio al 3 giugno, tre percorsi e Tuscia protagonista
Cicloturismo, antiche strade consolari e turismo lento al centro del progetto sostenuto dall’amministrazione comunale fin dalla prima edizione
È stata presentata ieri, 19 maggio, nella sala consiliare di Palazzo dei Priori, la terza edizione del Trail dei Papi, in programma dal 29 maggio al 3 giugno 2026. L’evento cicloturistico ripercorre in bicicletta i luoghi storici legati alla presenza dei pontefici nel Lazio, attraversando le tre città papali — Roma, Viterbo e Anagni — lungo i tracciati della Via Francigena, della Romea Strata e delle antiche strade consolari romane che hanno segnato la storia del territorio: la Via Cassia, la Via Clodia, la Via Aurelia, la Via Flaminia e la Via Tiberina.
Alla conferenza, moderata da Cristina Pallotta, responsabile dell’Ufficio Stampa del Comune di Viterbo, sono intervenuti la sindaca Chiara Frontini, l’assessore allo sport e benessere Emanuele Aronne, la consigliera comunale Alessandra Croci, delegata alla promozione della Via Francigena e del Giubileo, insieme all’ideatore e direttore dell’evento Giorgio Sigillò, a Riccardo La Bella, socio della società organizzatrice Trail dei Papi, e al responsabile della comunicazione dell’evento, Nicolò Muraro.
Tre percorsi per la terza edizione. La novità di quest’anno è la suddivisione del tracciato in tre opzioni: il percorso classico, lungo 617 km, e la nuova articolazione in due tratte indipendenti, Nord 291 km e Sud 297 km, pensata per accogliere anche chi non è ancora pronto ad affrontare l’intera distanza. Una scelta che amplia la platea dei partecipanti e rafforza l’approccio inclusivo della manifestazione
“Vedere appuntamenti come questo arrivare alla terza edizione restituisce un dato preciso – afferma la sindaca Chiara Frontini -: quando l’amministrazione investe con visione sui percorsi, sui cammini, sulle vie, e accompagna le iniziative dei partner che hanno scelto la Tuscia come tappa dei loro eventi, i risultati arrivano. Il Trail dei Papi è ormai parte integrante del programma di valorizzazione turistico-sportiva della nostra città. Il turismo sportivo — e in generale il turismo lento ed esperienziale — rappresenta oggi una fetta sempre più rilevante dei flussi che interessano i territori, e Viterbo su questo asset ha scelto di puntare con convinzione. Ogni singolo appuntamento contribuisce a una strategia complessiva di sviluppo: il Trail dei Papi è parte di questo percorso, e ringraziamo gli organizzatori per aver scelto, ancora una volta, la nostra città come tappa principale”.
“C’è oggi una voglia diffusa di rallentare, di rifiutare l’usa-e-getta, di tornare a godere di ciò che il territorio offre – sottolinea l’assessore allo sport e benessere Emanuele Aronne -. Il turismo lento risponde esattamente a questa domanda, e per questo diventa fondamentale. Ma voglio sottolineare un punto: il successo di oggi nasce dalle scelte di ieri. Tre anni fa, alla prima edizione, non era affatto scontato credere in questo progetto. Si era partiti praticamente da zero, e bisogna riconoscere il merito di chi ci ha creduto allora, non solo di chi raccoglie i risultati ora. Questa è la differenza tra amministrare guardando a un orizzonte lungo e amministrare guardando al momento. Gli investimenti che funzionano sono quelli pensati, studiati, ragionati nel tempo. Il Trail dei Papi è uno di questi”.
Il Trail dei Papi rappresenta un’importante risorsa per il territorio viterbese sotto diversi punti di vista – spiega la consigliera comunale delegata alla Via Francigena e Giubileo Alessandra Croci -. Valorizza il patrimonio storico e culturale: il nome stesso richiama la presenza dei papi a Viterbo e nei borghi legati alla storia della Chiesa, ai pellegrinaggi e alle antiche vie di comunicazione. In questo modo lo sport diventa un’occasione per riscoprire borghi e tradizioni spesso poco conosciuti. Sul piano ambientale, il Trail mette in luce la ricchezza paesaggistica della Tuscia: sorgenti termali, aree rurali e zone naturalistiche. La frequentazione responsabile dei percorsi favorisce la tutela dei sentieri, la cura del territorio e una maggiore consapevolezza del suo valore naturalistico.
Dal punto di vista economico e sociale, l’evento ha ricadute positive per strutture ricettive, artigiani, ristoranti e aziende agricole locali. Allo stesso tempo favorisce la coesione della comunità: associazioni, volontariato, enti locali e operatori turistici collaborano nell’organizzazione, ampliando il senso di appartenenza territoriale. Il Trail dei Papi non è solo una gara sportiva, ma un volano di promozione integrata del territorio viterbese, che unisce storia, natura, economia locale e comunità in un unico progetto di valorizzazione condivisa. E il Comune di Viterbo da sempre ha creduto nella valenza del progetto, sostenendolo anche quando in pochi credevano nella forza che aveva in sé il Trail dei Papi.»
Giorgio Sigillò, ideatore e direttore dell’evento, ha ribadito la centralità della Tuscia: «Il progetto è quello di intercettare le persone che fanno della bicicletta uno sport e mostrare loro che esiste un altro modo di andare in bici — quello di chi viaggia, di chi scopre. Viaggiare in bicicletta cambia lo sguardo sui luoghi: un territorio, un paese, lo vedi sempre con un’ottica diversa. Quest’anno abbiamo individuato dei checkpoint dove il cicloviaggiatore potrà fermarsi nei borghi lungo il percorso. Il territorio inizia a cercarci, e questo non può che renderci orgogliosi.»
Riccardo La Bella, socio della società organizzatrice Trail dei Papi, ha presentato il villaggio dell’evento: “Saranno presenti meccanici per le biciclette, postazioni di assaggio dei prodotti tipici del Lazio, sponsor e partner. L’accoglienza è uno dei nostri tratti distintivi, insieme alla sicurezza dei partecipanti: lungo il percorso ci sarà una rete di volontari che presterà assistenza, monitorerà il tracciato e garantirà supporto in caso di necessità. Aspettiamo cicloviaggiatori da tutta Italia e anche dall’estero”.
Tra le novità collegate al progetto, è stato realizzato un documentario dedicato al Trail dei Papi, firmato da Pietro Francese, già disponibile su YouTube e in distribuzione su Amazon, pensato come strumento di racconto del territorio nel lungo periodo.
Come ha sottolineato Nicolò Muraro, responsabile della comunicazione dell’evento: “Il weekend di gara è solo la punta visibile. La sfida vera è tutto ciò che precede e ciò che segue: la preparazione delle tracce, il dialogo con i comuni, il rapporto con i commercianti del territorio. L’evento dura un giorno, ma la sua storia deve durare tutto l’anno. È così che un evento sportivo diventa, davvero, un brand per il territorio”.
L’organizzazione del Trail dei Papi ringrazia gli enti che hanno reso possibile la manifestazione: CONI, ENIT, ANCI, ARSIAL, Regione Lazio, le Province e i Comuni di passaggio, e tutti gli sponsor e partner che hanno scelto di affiancare il progetto.
Con il patrocinio del Consiglio regionale del Lazio, della Provincia di Viterbo, del CONI-Comitato Regionale Lazio, dell’ENIT S.P.A., del Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano, dell’Agenzia Nazionale del Turismo e del Parco di Veio.
Per ulteriori informazioni: www.traildeipapi.it — info@traildeipapi.it – canali social Facebook e Instagram.
